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Marchi collettivi e marchi di certificazione (italiani o UE)

pubblicato il 30/10/2009 13:25, ultima modifica 02/03/2020 16:54

La tutela dei marchi collettivi e dei marchi certificazione (italiani o europei).


Oltre ai marchi individuali, possono essere registrati altri due tipi di marchi: i marchi di certificazione e i marchi collettivi. Anche questi, al pari dei marchi individuali, possono essere italiani (e quindi con deposito presso l'UIBM) o europei (e quindi con deposito presso l'EUIPO).

Il marchio di certificazione è un’indicazione che i prodotti o i servizi soddisfano talune caratteristiche definite nel regolamento d’uso.

  • Obbligo di neutralità: il titolare di un marchio di certificazione può certificare i prodotti e i servizi che altri usano nelle rispettive attività, ma non può certificare i propri prodotti e servizi e utilizzare la certificazione egli stesso. Ha l’obbligo di neutralità in relazione agli interessi dei fabbricanti dei prodotti o dei fornitori dei servizi che certifica.
  • Indicazioni geografiche: un marchio di certificazione italiano può essere usato anche per certificare l’origine geografica di prodotti e servizi; mentre il marchio di certificazione europeo non lo consente e tale divieto riguarda sia il segno sia il regolamento d’uso.

 

Il marchio collettivo indica che i prodotti o i servizi tutelati provengono da membri di un’associazione e può essere utilizzato solo da questi ultimi.

  • Indicazioni geografiche: è possibile registrare un marchio collettivo (italiano o UE) che designa l’origine geografica dei prodotti o servizi ai quali si riferisce. Il regolamento d’uso di un marchio di certificazione europeo deve autorizzare esplicitamente tutti coloro i cui prodotti e servizi sono originari della zona geografica in questione a diventare membri dell’associazione titolare del marchio (articolo 75, paragrafo 2, RMUE).

 

Per informazioni dettagliate sui marchi collettivi o di certificazione, sul loro deposito / rinnovo e sulle differenze di disciplina tra gli strumenti italiani e quelli europei, cliccare sui seguenti link:

- marchi di certificazione o collettivi italiani

- marchi di certificazione o collettivi UE

 

OBBLIGO DI CONVERSIONE DEI VECCHI MARCHI COLLETTIVI ITALIANI IN MARCHI COLLETTIVI SECONDO LA NUOVA DISCIPLINA O IN MARCHI DI CERTIFICAZIONI

La distinzione tra marchi di certificazione e marchi collettivi è una novità introdotta nell'ordinamento italiano dal d.lgs. 15/2019 ma già conosciuta da tempo dall'ordinamento comunitario e da quello di altri stati membri dell'UE. In particolare il d.lgs. 15/2009  ha modificato la previgente disciplina del marchio collettivo, distinguendolo in marchio collettivo (secondo la nuova disciplina introdotta dal decreto stesso) e marchio di certificazione.

Entro il 31 dicembre 2020, tutti i titolari di marchi collettivi registrati sulla base della normativa antecedente il d.lgs. 15/2019, qualunque sia la data di scadenza del titolo di interesse, devono necessariamente indicare all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, pena la decadenza del marchio, se intendano optare per la sua classificazione in marchio collettivo come specificato nella nuova disciplina ovvero in marchio di certificazione

I dieci anni di tutela del marchio decorreranno dalla data di deposito della domanda di conversione, ferma restando la continuità con il marchio collettivo registrato ai sensi della normativa previgente. Per la conversione il titolare del marchio dovrà scegliere, anche qualora si tratti di rinnovazione, la modalità PRIMO DEPOSITO seguendo la procedura informatica disponibile sul portale (http://servizionline.uibm.gov.it) ovvero utilizzare la modulistica appositamente predisposta per il deposito cartaceo e postale reperibilie sul sito dell’UIBM.

 

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