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Informazione economica: congiuntura del commercio a Parma nel secondo trimestre 2021

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pubblicato il 11/11/2021 18:50, ultima modifica 23/11/2021 11:50

Parma è quarta provincia in regione per crescita nel secondo trimestre 2021 con +11,8%, di poco superiore alla media regionale. Previsioni +2,1% nel prossimo trimestre

Informazione economica: congiuntura del commercio a Parma nel secondo trimestre 2021

congiuntura commercio 2 trimestre 2021

Secondo le analisi dell’ufficio Informazione economica della Camera di commercio, sulla base dei risultati dell’indagine congiunturale del sistema camerale sulle aziende commerciali locali, continua il recupero del commercio al dettaglio, che cresce di +11,8% (contro un +11% regionale), rispetto al medesimo periodo del 2020, dopo che nel primo trimestre si era registrato un +1,1% in controtendenza al dato negativo regionale. Il 57% delle imprese intervistate conferma un certo sviluppo e il 21% registra stabilità o diminuzione. Analizzando invece l’andamento delle vendite rispetto al trimestre precedente, quasi si equivalgono le imprese che confermano sviluppo (43%) e stabilità (37%), mentre il 20% dichiara di aver subito una diminuzione.

Nelle vendite valori tutti positivi, anche per lo specializzato alimentare che lo scorso trimestre aveva sofferto di più con -4,2%, nonostante il grande recupero dai trimestri precedenti, ed ora è a +5%, con previsioni congiunturali a +11,2%. Crescita di +16,2% per lo specializzato non alimentare, con previsioni congiunturali  a +4,2%. Al suo interno, il settore abbigliamento e accessori registra un +24,9% di variazione tendenziale e una previsione congiunturale di +4,8%; prodotti per la casa ed elettrodomestici registrano rispettivamente +11,3% e +6,3%; altri prodotti non alimentari +12,6% di variazione tendenziale e +3,3% di previsione congiunturale.

Le aspettative di vendita per il terzo trimestre sono quindi positive, anche se di intensità inferiore rispetto a quelle del secondo (il saldo passa da +11,8 a +2,1), tranne per lo specializzato alimentare che dovrebbe crescere più del doppio.

Analizzando la classe dimensionale, le maggiori variazioni tendenziali si sono registrate per le piccole imprese (+12,1%) e per le grandi (+12,9%); le prime con previsioni congiunturali ancora positive (+0,8%), mentre negative saranno per le grandi (-0,3%). Più contenuta la variazione tendenziale per le medie imprese (+7,8%) ma negativa la relativa previsione congiunturale (-4,1%).

Gli imprenditori del dettaglio a Parma si dichiarano cautamente ottimisti sull’andamento previsto delle vendite nel prossimo trimestre, anche alla luce di prospettive favorevoli per l’evoluzione della campagna vaccinale: il 19% crede in uno sviluppo, il 64% in una stabilità, mentre il 17% intravede una diminuzione. Prospettive di importante stabilità nelle giacenze a fine trimestre (85%), con un 10% che immagina l’aumento e un 5% la diminuzione. Sulle previsioni di ordinativi ai fornitori per il trimestre successivo il 62% crede nella stabilità, il 15% nell’aumento e il 22% in una riduzione. Sull’orientamento delle imprese circa l’evoluzione della propria attività nei dodici mesi successivi, il 63% crede nella stabilità, il 33% nell’aumento e solo il 3% teme una riduzione.

Relativamente alla capacità di adempiere, nei primi 6 mesi del 2021, agli impegni finanziari assunti con le banche: il 92% delle imprese parmensi oggetto dell’indagine ha risposto di esser sempre riuscito a far fronte agli impegni in essere con le banche (2^ posizione in regione). Relativamente alla richiesta da parte delle imprese di crediti garantiti dallo Stato ed esiti della richiesta, il 36% delle imprese non ha fatto richiesta perché non necessaria; il 7% non ne ha fatto richiesta (mentre ha fatto ricorso al credito ordinario); l’8% non ne ha fatto richiesta (senza specifiche); il 46% ha richiesto il credito e questo è stato concesso in toto; il 2% l’ha richiesto ed è stato concesso in parte; il 3% lo ha richiesto ma la richiesta è stata respinta. Relativamente al giudizio espresso dalle imprese sull’accesso al credito presso le banche che operano nel territorio regionale, si sono registrati giudizi mediamente meno positivi rispetto a quelli delle imprese dell’industria e dell’artigianato d’industria. E’ risultato adeguato: per il 77% delle imprese intervistate la quantità del credito disponibile/erogato (contro ad esempio il 90% registrato da industria in senso stretto e artigianato dell’industria); per il 78% la tipologia di strumenti finanziari offerti; per il 68% i tempi di accettazione delle richieste; per il 64% il tasso applicato (contro ad esempio l’81%); per il 58% le garanzie richieste (contro il 76%); per il 69% il costo complessivo del finanziamento richiesto (contro il 79%).

Infine per quanto riguarda la valutazione delle imprese su problemi di approvvigionamento e aumento dei prezzi delle materie prime, nei primi 6 mesi del 2021, il commercio è comunque più soddisfatto, almeno per il momento, dei settori industria e artigianato d’industria: il 4% ha registrato aumenti (senza specifiche) e problemi di approvvigionamento delle materie prime; solo l’1% delle imprese oggetto dell’indagine ha registrato un aumento prezzi di oltre il 25,1% (contro ad esempio il 23% di industria e artigianato d’industria); il 9% ha registrato un aumento prezzi fra il 5,1% ed il 10% (contro il 18% dei settori anzidetti); il 6% ha registrato un aumento prezzi fra il 2,1% ed il 5%; il 58% non ha registrato aumenti di prezzi (contro il 16%). Relativamente alla valutazione delle imprese su problemi di approvvigionamento e aumento dei prezzi dei semilavorati, nei primi 6 mesi del 2021, il 73% non ha registrato aumenti (contro il 28% di industria e artigianato d’industria); il 4% ha registrato un aumento prezzi fra il 2,1% ed il 5%; il 3% ha registrato aumenti e problemi di approvvigionamento delle materie prime; il 3% ha registrato un aumento prezzi delle materie prime fra il 10,1% ed il 25% (contro il 15% dei settori anzidetti); l’1% ha registrato un aumento prezzi delle materie prime di oltre il 25,1% (contro l’11%).

Dal Registro Imprese della Camera di commercio di Parma: A fine giugno 2021 sono risultate attive 8.571 imprese del commercio a Parma e provincia, pari al 21% del totale attive, registrando 19 imprese in meno rispetto al secondo trimestre 2020 e 142 imprese in meno rispetto al medesimo periodo del 2019, con una diminuzione dello 0,2% sul 2020 e dell’1,6% sul 2019. Nel 2020 le imprese del commercio rappresentavano il 21,2% del totale attive e nel 2019 il 21,4%.

 

SCARICA IL REPORT DELLA CONGIUNTURA DEL COMMERCIO A PARMA NEL 2° TRIMESTRE 2021

Per informazioni: dott.ssa Sabrina Sabatini - studi@pr.camcom.it

 

RASSEGNA STAMPA:

Gazzetta di Parma 9 novembre 2021

 

 

 

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