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Rapporto sull'economia di Parma nel 2012

pubblicato il 13/09/2012 17:31, ultima modifica 20/07/2013 11:11

Sintesi dei reparti economici

Lavoro: Nel 2012 l’occupazione della provincia di Parma è apparsa mediamente in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 2.000 addetti. Questo andamento si è collocato in uno scenario regionale di segno opposto (-0,3%). La crescita dell’occupazione è stata fortemente determinata dalla componente femminile (+4,3%), a fronte della diminuzione dell’1,3% accusata da quella maschile. La Cassa integrazione guadagni è apparsa in aumento di oltre il 20%.

Agricoltura: Cresce la produzione di vegetali (+2,6 per cento) mentre il latte vaccino, prevalentemente destinato alla produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano, ha registrato ricavi per circa 321 milioni di euro, vale a dire il 9,4% in meno rispetto al valore del 2011. Altri cali hanno interessato la produzione di carni bovine, avicunicole, ovicaprine oltre alle uova. In contro tendenza l’importante comparto suino, che ha accresciuto i ricavi del 15,8%. L’export agricolo è cresciuto del 33,4% rispetto al 2011. Note positive per l’occupazione, con mille unità in più rispetto al 2011, in grande maggioranza lavoratori autonomi.

Industria: Nel 2012 la produzione e il fatturato diminuiscono del 5,3% e del 4,4% rispettivamente in confronto all'anno precedente. La fase recessiva, grazie anche al ricorso alla Cig, non ha avuto riflessi particolarmente negativi sull’occupazione che è apparsa sostanzialmente stabile rispetto al 2011. Diminuzione della compagine imprenditoriale: Nel Registro delle imprese a fine 2012 sono risultate attive 5.716 imprese, di cui 5.548 manifatturiere, vale a dire l’1,8% in meno rispetto all’analogo periodo del 2011. In Emilia-Romagna è stato registrato un andamento leggermente peggiore: meno 2 per cento.

Edilizia: L’industria delle costruzioni parmense ha chiuso il 2012 con 1.000 addetti in meno, cassa integrazione raddoppiata. Dati negativi per le compravendite immobiliari che nel 2012 sono diminuite del 33,3% rispetto al 2011, toccando il minimo degli ultimi dieci anni. Stessa tendenza in regione e in Italia.

Commercio interno: Nel 2012 il commercio interno parmense ha registrato una diminuzione media del valore delle vendite al dettaglio pari al 6,1% analoga a quella regionale e la più alta degli ultimi dieci anni. Crescono le forme meno tradizionali del commercio al dettaglio (commercio su internet, vendite a domicilio, distributori automatici, ecc.), le cui attività sono progressivamente salite da 147 di fine 2009 a 190 di fine 2012.

Export: Il valore delle esportazioni di merci della provincia di Parma nel 2012 si è aggirato sui 5 miliardi e 519 milioni di euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto all’anno precedente (+3,1% in Emilia-Romagna), in rallentamento rispetto alla crescita dell’8,8% del 2011. Determinante il basso profilo di una delle voci più importanti, cioè i prodotti metalmeccanici (-0,6%). L’altro settore portante dell’economia parmense, ovvero l’agro-alimentare, ha invece esibito un aumento più che lusinghiero (+8,5 %), in accelerazione rispetto alla crescita del 6,8% rilevata nel 2011.

Credito: Il sistema bancario parmense ha ridotto la consistenza dei prestiti concessi nel contesto recessivo attuale, in linea con quanto avvenuto in regione e nel Paese. Anche la qualità del credito ha dato ulteriori segnali di deterioramento.

Imprese: Nel Registro delle imprese figurava a fine dicembre 2012 una consistenza di 42.849 imprese attive, lo 0,8% in meno rispetto a un anno prima. Il saldo fra imprese iscritte e cessate, al netto delle cancellazioni d’ufficio, è risultato negativo per 128 unità, in contro tendenza rispetto all’attivo di 107 imprese del 2011.

Artigianato: Il settore manifatturiero ha chiuso il 2012, delineando uno scenario dai connotati nuovamente recessivi, in misura più accesa rispetto all’andamento del biennio precedente. La produzione è diminuita del 6,4%, accentuando la fase di recessione, e un analogo andamento ha riguardato il fatturato che ha accusato una flessione del 6,0%.

Cooperazione: A fine 2012 la consistenza delle società cooperative è ammontata a 591 unità, rispetto alle 575 dell’anno precedente. La crescita, avvenuta in un contesto regionale dello stesso segno, si è associata all’aumento dell’occupazione avvenuto tra giugno 2011 e giugno 2012 (+5,3%).

 

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