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Presentato il rapporto congiunturale con i dati dell'ultimo trimestre 2010

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pubblicato il 01/04/2011 12:53, ultima modifica 01/04/2011 14:55

PMI: meglio l'industria e le costruzioni, soffrono ancora commercio e artigianato

Bene l'industria manifatturiera e quella delle costruzioni, ancora in sofferenza l'artigianato manifatturiero e il commercio al dettaglio: è la “fotografia” delle piccole e medie imprese parmensi “scattata” nel quarto trimestre 2010 dall'indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna.

 I dati, rielaborati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio, forniscono infatti un ritratto in chiaroscuro dell'economia provinciale di fine anno, con due settori in ripresa e gli altri due ancora in difficoltà. In ogni caso, variazioni più contenute rispetto alle medie regionale e nazionale, perché – come evidenziato in occasione di precedenti rapporti – più contenute erano state le oscillazioni nella realtà parmense.

I risultati del quarto trimestre danno atto dell’inizio di una fase di recupero con dati medi annuali che, per l’industria manifatturiera, ritornano sia pure moderatamente positivi.
 
INDUSTRIA MANIFATTURIERA

Nel periodo considerato, tutti i valori (produzione, fatturato, esportazioni e ordini) segnano variazioni positive, confermando il recupero iniziato nel primo trimestre 2010 dopo quasi due anni consecutivi di  recessione. 

La produzione dell’industria in senso stretto ha registrato un aumento tendenziale dell’1,2% grazie in particolare alle imprese da 10 a 49 dipendenti e alle medie imprese (da 50 a 499 addetti), che sono cresciute rispettivamente dell’1,5 e del 1,8 per cento – mentre le micro aziende (fino a 9 dipendenti) hanno subito un calo del 1,5 per cento. Per quanto riguarda i settori, quasi tutti hanno concorso alla crescita del comparto, con dati che vanno dall'1,1 delle industrie meccaniche al 2,7 per cento di quelle del trattamento metalli (solo nella fabbricazione dei minerali non metalliferi si è assistito a una flessione del 2,6%).

Il fatturato, a sua volta, nel quarto trimestre 2010 è cresciuto dello 0,8 per cento tendenziale, ribaltando l'andamento dei dodici mesi precedenti (-1,7%).
 Infine gli ordini: anche per loro un aumento tendenziale (dello 0,6%), dopo un anno intero  di segno negativo (1,3).


ARTIGIANATO MANIFATTURIERO
Di altro tenore la situazione dell'artigianato manifatturiero, che da trenta mesi è in continua flessione. Nel quarto trimestre 2010 questo importante comparto in Italia ed in Emilia-Romagna ha segnato per la prima volta variazioni positive. A Parma invece i dati, pur se nettamente meno pesanti rispetto al trend dei dodici mesi precedenti, sono ancora negativi: meno 2,1% la produzione  sullo stesso periodo del 2009, meno 2,2 le vendite,  meno 1,4 la domanda, meno 1 le esportazioni.

INDUSTRIA DELLE COSTRUZIONI
Buone notizie giungono invece dall’industria delle costruzioni, che nel quarto trimestre  2010 a Parma e provincia ha rafforzato il buon andamento cominciato nel precedente trimestre: il dato più eclatante riguarda il  volume d’affari, che ha avuto una crescita tendenziale dell’1,4 per cento – quando invece era stato negativo di 3,5 punti percentuali nel periodo ottobre 2009-settembre 2010. Da notare che sia a livello regionale sia a livello nazionale il dato di fine anno è rimasto negativo.

COMMERCIO AL DETTAGLIO
Ancora note dolenti, infine, per il commercio al dettaglio, che ha vissuto nell'ultimo trimestre 2010 un ulteriore calo delle vendite, proseguendo lungo la china iniziata nel trimestre aprile-giugno 2008. In media, risulta che gli incassi siano scesi dello 0,2% rispetto allo stesso periodo 2009, dato comunque non è così negativo quanto l'andamento dei dodici mesi precedenti, che era dell'1,1 per cento.

Rispetto alla dimensione delle imprese, sono sempre i piccoli esercizi a risentire di più della crisi, con un calo del 3,3%, al contrario torna il segno “più” davanti al dato della media distribuzione, che sfiora il punto percentuale (0,9), mentre la grande distribuzione doppia il dato dei punti vendita di media grandezza: l’1,8%, secondo una tendenza registrata tutto l'anno 2010. 

Riguardo le tipologie di esercizi, sono i negozi di prodotti alimentari quelli che vanno peggio: il calo delle vendite è stato infatti del 2,2% mentre i dettaglianti di altri generi sono scesi dello 0,7. Si salvano gli  “ipermercati, supermercati e grandi magazzini”: in questo come negli altri trimestri dell’anno, la variazione è stata positiva, di quasi due punti percentuali (1,9 per l'esattezza) e con un recupero rispetto al trimestre precedente.

Scaricabile qui il Rapporto e le slides di presentazione

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