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Etichettatura calzature

pubblicato il 01/09/2015 09:25, ultima modifica 17/01/2018 18:12

Guida alla corretta compilazione dell'etichetta delle calzature.

 

Le calzature che sono destinate al consumatore finale debbono essere etichettate (il D.M. 11/04/1996, modificato dal DM 30/01/2001, ha recepito la Direttiva n. 94/11/CE del 23/03/1994).
A quali prodotti si applica la normativa.

L'espressione "calzature" si riferisce a tutti i prodotti dotati di suole, volti a proteggere o coprire il piede, comprese le parti messe in commercio separatamente. La normativa si applica, quindi, ad una varia tipologia di articoli che includono, a titolo esemplificativo:
  • scarpe con o senza tacco da portare all'esterno o all'interno, e stivali di qualunque altezza
  • sandali di tipo vario, espadrilles
  • scarpe da tennis, da jogging, da bagno e altre calzature di tipo sportivo
  • calzature speciali concepite per un'attività sportiva, quali quelle per il pattinaggio, lo sci, la lotta, il pugilato, il ciclismo, calzature che sono o possono essere munite di punte, ramponi, attacchi, barrette o accessori simili, comprese quelle cui sono fissati dei pattini da ghiaccio o a rotelle, scarpe da ballo
  • calzature in gomma o plastica in un unico pezzo (esclusi gli articoli usa e getta in materiali poco resistenti quali carta, fogli di plastica), senza suole riportate
  • calzature usa e getta con suole riportate
  • calosce portate sopra altre calzature, calzature ortopediche

Sono esclusi dalla normativa i seguenti prodotti:

  • calzature d'occasione usate
  • calzature aventi la caratteristica di giocattoli
  • calzature di protezione disciplinate dal D. Lgs. 475/92 (dispositivi di protezione individuale)
  • calzature disciplinate dal DPR 904/82 (sostanze pericolose).
L'etichetta:
  • deve essere presente su almeno una delle calzature e deve contenere le informazioni relative al materiale da cui è composta ciascuna parte della scarpa
  • deve fornire le informazioni mediante i simboli adottati o mediante indicazioni scritte in lingua italiana;
  • deve contenere le informazioni concernenti il materiale che costituisce almeno l'80 % della superficie della tomaia, del rivestimento della tomaia e suola interna della calzatura o almeno l'80 % del volume della suola esterna ( se nessun materiale raggiunge tale limite, l'etichetta deve riportare indicazioni sulle due componenti principali dell'articolo)
  • deve essere ben visibile, saldamente applicata e durevole
  • deve essere necessariamente leggibile (con i simboli di dimensioni sufficienti per rendere agevole la comprensione delle informazioni) ed accessibile al consumatore
  • non deve indurre in errore il consumatore; a tal fine, nei luoghi di vendita deve essere esposto, in modo chiaramente visibile, un cartello illustrativo della simbologia utilizzata (vedi in allegato)
  • può essere stampata, incollata, goffrata o applicata ad un supporto attaccato
  • può contenere anche altre indicazioni, per chiarire la qualità e le finiture delle calzature, in quanto la normativa stabilisce solo il livello minimo delle informazioni (ad esempio la dicitura "cuoio pieno fiore", che indica un cuoio di migliore qualità)
  • Il fabbricante di suole può specificare l'origine italiana del prodotto apponendo la dicitura "suola prodotta in Italia" esclusivamente nella parte interna della suola stessa (in lingua Italiana o in altra lingua della Comunità Europea).

L'etichetta non deve indurre in errore il consumatore. A tal fine, nei luoghi di vendita al consumatore finale E' OBBLIGATORIO esporre, in modo chiaramente visibile, un cartello illustrativo della simbologia adottata sull'etichetta.

Infine, la guida che trovate in allegato o in versione sfogliabile online ha un doppio destinatario: si rivolge agli operatori economici per spiegare come si compila correttamente l'etichetta delle calzature e ai consumatori per insegnargli a leggere l'etichetta del prodotto che intendono acquistare e nasce da una sinergia tra Unioncamere e Ministero dello Sviluppo Economico, che ha protrocinato l'iniziativa insieme anche ad Assocalzaturifici Italiani e Federazione Moda Italia.



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