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Linee guida

pubblicato il 19/08/2010 13:49, ultima modifica 19/08/2010 16:55

per l'attività dei Comitati per l'imprenditoria femminile

LINEE GUIDA PER LA COSTITUZIONE ED IL FUNZIONAMENTO DEI COMITATI PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

Premessa

La rete dei Comitati per la promozione dell’imprenditoria femminile rappresenta una “unicità” che può essere ulteriormente valorizzata e potenziata. I Comitati sono istituiti presso tutte le Camere di commercio d’Italia, le quali sono enti autonomi di diritto pubblico che svolgono, nell’ambito della circoscrizione territoriale di competenza, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese. Uno dei punti di forza dei Comitati è quello di essere inseriti all’interno del sistema camerale, e quindi di appartenere ad una rete e di operare con metodologie orientate allo scambio di esperienze e di best practices e alla individuazione di progetti e azioni comuni. In questo quadro, i Comitati lavorano per promuovere e valorizzare la presenza delle donne nei luoghi decisionali dello sviluppo economico, la diffusione della cultura imprenditoriale presso le donne il conseguimento di un contesto sociale che permetta la conciliazione delle esigenze della vita relazionale quotidiana di uomini e donne con la rispettiva ed equilibrata realizzazione professionale.

1) NATURA
1. Il Comitato per lo sviluppo dell’imprenditorialità femminile è un organismo, senza personalità giuridica, istituito dalla Camera di commercio, che opera nell’ambito della normativa, delle competenze e delle finalità istituzionali proprie dell’ente camerale.
2. Il Comitato per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile istituito con delibera della Camera di commercio persegue prioritariamente gli obiettivi generali enunciati nel Protocollo d’intesa firmato tra Ministero delle Attività Produttive e Unioncamere e svolge le sue attività attraverso modalità e strumenti condivisi e concordati con la Camera di commercio.

2) COMPOSIZIONE
1. Il Comitato è formato da un numero di componenti non superiore a quello previsto per il rispettivo Consiglio camerale. I membri sono nominati dalla Camera di commercio, in maniera da rispecchiare i settori rappresentati nel Consiglio Camerale e da valorizzare la presenza delle Associazioni di categoria e delle Organizzazioni sindacali impegnate nella promozione delle pari opportunità.
2. Ogni singola componente ha un ruolo importante di collegamento con la propria Associazione o Sindacato di provenienza, per favorire collaborazione, sinergia e sostegno al lavoro e al ruolo del Comitato. 3. Al fine di raggiungere i propri obiettivi, il Comitato può attivare tavoli tecnici ad hoc, coinvolgendo anche esperti/e nei vari campi. 4. Per approfondire problemi specifici ed acquisire conoscenze, il Comitato può invitare alle proprie sedute, qualora lo ritenga opportuno, esperti e/o rappresentanti di imprese ed associazioni di categoria, delle istituzioni locali, regionali e nazionali, dell’Unioncamere e del sistema camerale.
3) OBIETTIVI Nell’ambito della “mission” della Camera di commercio il Comitato si propone quale soggetto attivo dello sviluppo locale con l’obiettivo prioritario di promuovere e sostenere la nascita ed il consolidamento delle imprese femminili.
4) COMPITI Il Comitato svolge le attività indicate nel Protocollo e in particolare:
•nell’esercizio delle proprie attività, è in costante collegamento con l’ente camerale, attraverso consultazioni prima e durante le iniziative che verranno progettate e realizzate;
•predispone un programma di mandato e annuale coerente con gli indirizzi generali e con il programma pluriennale di attività delle Camere di commercio;
•relaziona alla Camera di commercio sulle attività svolte al 31 dicembre di ogni anno;
•assicura costanti collegamenti con gli organismi del sistema camerale a livello regionale e/o nazionale, al fine di raccoglierne proposte ed esperienze; •utilizza gli atti, le informazioni e la documentazione della Camera di commercio necessari allo svolgimento dei propri compiti;
•propone e opera per la partecipazione della Presidente del Comitato (o sua delegata) alle riunioni della giunta camerale in qualità di uditrice su temi di specifico interesse;
•può esprimere un parere non vincolante agli organi della Camera di commercio sui temi dell’imprenditoria femminile;
•ricerca sinergie comuni con le Associazioni di categoria presenti nel Comitato per la progettazione e la realizzazione delle attività;
•valorizza e dà visibilità alle attività svolte e ai risultati raggiunti attraverso iniziative di comunicazione condivise e realizzate con il supporto tecnico della Camera di commercio.

5) ORGANIZZAZIONE
1. Il Comitato è presieduto da una Presidente, scelta al proprio interno, a maggioranza dei presenti. La presidente presiede il Comitato e cura l’attuazione del programma. Può anche essere individuata una Vicepresidente.
2. Le funzioni di segreteria sono affidate alla Camera di commercio o Azienda Speciale, attraverso un funzionario/a, cui compete la tenuta degli atti del Comitato, la convocazione delle sedute e tutte le attività di raccordo fra il Comitato medesimo e gli Uffici della Camera di commercio.

6) RISORSE ECONOMICHE
1. Il programma – presentato dal Comitato ed approvato dalla Camera di commercio in concomitanza con i termini per la predisposizione del preventivo economico con cadenza annuale – è finanziato dall’Ente camerale. La Camera può assicurare altresì la possibilità per la Presidente del Comitato (o altra componente da lei delegata) di partecipare alle riunioni organizzate a livello regionale e nazionale (da concordare preventivamente).
2. Il Comitato, attraverso la Camera di commercio, può reperire ulteriori risorse su progetti specifici coinvolgendo le Associazioni di categoria presenti nel Comitato o altri soggetti pubblici o privati (es. banche, istituzioni, imprese del territorio, ecc.).

7) COORDINAMENTI REGIONALI
Per consentire un collegamento più efficace e davvero funzionale tra i comitati e perché le informazioni possano circolare con più fluidità, è necessario rafforzare, e in qualche caso costituire, i coordinamenti regionali. Ferma restando l’autonomia di ciascun Comitato rispetto al livello regionale, il coordinamento è importante per agevolare la partecipazione ai momenti di confronto allargato e ai processi decisionali di tutto il sistema. In questo modo, si accresce il ruolo dei singoli Comitati ed il coinvolgimento nelle attività e nella progettazione anche nazionale. Le modalità per la costituzione o il rafforzamento del livello regionale possono essere molteplici e su questo non c’è una soluzione unica adatta a tutte le diverse situazioni locali.
1. Il coordinamento regionale è istituito presso l’Unione regionale.
2. E’ composto delle Presidenti dei Comitati.
3. Tra le Presidenti è individuata le Coordinatrice regionale o una portavoce.
4. Per garantire una piena partecipazione e responsabilizzazione di tutte le presidenti si può ricorrere ad un meccanismo di “rotazione”.
5. In analogia con quanto avviene a livello provinciale, l’Unione regionale può individuare un funzionario/a che cura la segreteria del coordinamento regionale dei Comitati.
 

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