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Scenario di previsione 2020: forte contrazione del Pil regionale e provinciale

pubblicato il 30/04/2020 23:55, ultima modifica 15/05/2020 20:48

Nel 2020 PIL regionale a -7,0%. Valore aggiunto totale a Parma a -7,2%, con industria e costruzioni che accusano il colpo più duro

L'ufficio Informazione economica della Camera di commercio di Parma mette a disposizione gli scenari di previsione ad aprile 2020, elaborazioni del sistema camerale regionale su dati Prometeia.

I dati evidenziano una vera e propria recessione in Emilia-Romagna nel 2020 per effetto della pandemia da Coronavirus (particolarmente pesante, a livello nazionale, in quasi tutto il settentrione) che tuttavia si basa su un‘ipotesi cautamente positiva, e cioè di un periodo di blocco delle attività di circa due mesi, ritardati nel tempo tra i vari Paesi del mondo in funzione della diffusione del virus, e di una successiva lenta e parziale ripresa.

Dopo una crescita di PIL regionale stimata nel 2019 dello 0,4 per cento, le previsioni per il 2020 sono di una caduta del 7,0 per cento, leggermente superiore a quella del 2009. La ripresa sarà solo parziale nel 2021 (+3,8 per cento). La caduta del prodotto interno lordo italiano dovrebbe risultare del 6,5 per cento nel 2020, con una ripresa del 3,3 per cento nel 2021.

Già col rallentamento del 2019 l’Emilia-Romagna era scesa tra le prime sei regioni italiane per crescita, allontanandosi dalle posizioni di vertice. Nel 2020, a causa della pandemia, il nord Italia sarà colpito duramente e il PIL regionale si allontanerà, ad esempio, da quello della Germania, nonostante i forti intrecci commerciali e produttivi. A livello mondiale il PIL mondiale dovrebbe scendere dell'1,6 per cento, di cui USA -2,5, area Euro -5,1, Cina crescita 3,2.

Sempre nel 2020 si ipotizza una flessione della domanda interna regionale del 5,7 per cento e flessione dei consumi delle famiglie del 5,2 per cento. La flessione dei consumi delle famiglie, per la sua rigidità, sarà inferire a quella del PIL, ma sarà inferiore anche la sua ripresa nel 2021, per la necessità di ricostituire il livello dei risparmi. Il reddito disponibile dei parmensi scenderà dal 2,5 per cento del 2019 al -0,9 del 2020, per poi tornare al 2,4 nel 2021, abbastanza in linea col livello regionale.

Ipotizzando un blocco delle attività produttive di circa due mesi in quasi tutti i paesi del mondo, le conseguenze economiche della pandemia saranno molto evidenti sul VALORE AGGIUNTO del 2020 in tutte le aree. L’Italia sarà uno dei Paesi maggiormente colpiti, con una diminuzione del valore aggiunto pari a -6,5 per cento nel 2020, in Emilia-Romagna si arriverà a -7,0 per cento e in provincia di Parma, abbastanza in linea col dato regionale, a -7,2 per cento. Con le attuali condizioni si prevede una ripresa nel 2021, in particolar modo in Emilia-Romagna (+3,8 per cento) e a Parma (+ 3,9 per cento);  meno in Italia (3,4 per cento).

Analizzando la composizione del valore aggiunto, saranno l’industria (-11,3 per cento a Parma e –12,8 regionale) e  le costruzioni (-11,4 per cento a Parma e -11,1 regionale) ad accusare il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante (- 5,0 per cento a Parma e -4,5 regionale). L’industria dovrebbe poi tornare repentinamente al 7,0 per cento provinciale nel 2021 (maggiore del 6,0 regionale), trainando la ripresa. Le costruzioni ripartiranno a Parma ma si fermeranno ad un 2,7 di crescita, lievemente inferiore al dato regionale. Sui servizi a Parma non si prevedono le perdite degli altri settori (si passerà da -0,7 per cento ad un -5,0 sul 2020, per poi crescere al 2,6 nel 2021). Infine l’agricoltura: continuando in modo abbastanza regolare l’attività, si stima registrerà solo un calo da -1,1 del 2019 a -1,6 del 2020 (superiore al regionale -2,2) , per poi risalire all’1,1 nel 2021.

Sarà molto evidente il calo degli investimenti regionali (-13,1 per cento).

Penalizzate le esportazioni parmensi che si prevede scendano nel 2020 a -10,5 per cento, rispetto a un calo regionale del 9,9 e nazionale del 10,3. Anche le importazioni subiranno un calo (-3,0 per cento a Parma e -8,3 regionale), risalendo nettamente poi al +12,3 provinciale e 7,8 regionale nel 2021.

Purtroppo nel mondo del lavoro si registrerà un calo di unità di lavoro a Parma del -4,0 per cento (in linea col dato regionale e nazionale). Gli occupati però passeranno da un -2,4 per cento del 2019 ad un -1,4 per cento in linea col dato regionale (dove invece il calo sarà netto, rispetto ad un 1,4% del 2019). Il tasso di disoccupazione a Parma poi passerà dal 4,9% del 2019 al 6,1% del 2020 (inferiore al regionale 6,7% e nazionale 11%). Per il 2021 è attesa una ripresa dell'occupazione e un ritorno del tasso di disoccupazione sotto il 6 per cento.

 

SCENARIO DI PREVISIONE APRILE  2020 sull'andamento dell'economia parmense - Fonte: elaborazione Sistema camerale regionale su dati Prometeia

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