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PMI parmensi: nel quarto trimestre 2012 si aggrava la crisi

pubblicato il 17/04/2013 12:54, ultima modifica 19/04/2013 11:38

Dati dell'indagine congiunturale sulle aziende dei settori manifatturiero, edilizia e commercio

Lo rivela l’indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese svolta da Unioncamere e Camera di Commercio di Parma su un campione rappresentativo dei settori manifatturiero, dell’edilizia e del commercio: tutti gli indicatori evidenziano l’aggravarsi della crisi.

Volumi di affari in contrazione, produzione e fatturati in calo, ordini in discesa: il quadro congiunturale nel quarto trimestre del 2012 rivela l’acutizzarsi della crisi per le PMI parmensi. Ne dà conto l’indagine Unioncamere - Camera di Commercio di Parma sulle piccole e medie imprese del parmense, realizzata attraverso interviste telefoniche a un campione rappresentativo di imprese entro i 500 dipendenti attive nei settori manifat turiero, dell’edilizia e del commercio.

A complicare la grave situazione, per la prima volta in 3 anni, si registra anche la diminuzione dell’export e degli ordini dall’estero nel settore dell’industria.

Industria manifatturiera

La flessione produttiva in atto dal quarto trimestre del 2011 è proseguita durante tutto il 2012. L'indebolimento si è accentuato negli ultimi 3 mesi del 2012: la crisi globale continua a far sentire i suoi effetti nella nostra provincia in misura più accentuata rispetto a quanto a vvenuto in Emilia - Romagna.

Tutti i principali indicatori congiunturali provinciali hanno segnato valori decisamente negativi e non hanno fatto eccezione neppure le vendite e gli ordini verso il mercato estero.

La produzione dell’industria in senso stretto di Parma nel quarto trimestre 2012 è diminuita tendenzialmente del 6,6 per cento, in peggioramento rispetto al trend negativo del 4,1 per cento riscontrato nei dodici mesi precedenti. Il risultato ottenuto dall'industria locale è stato peggiore rispetto a quello conseguito dall’industria regionale (-5,5 per cento). Nel decremento della produzione sono coinvolti tutti i settori in un arco compreso tra il -4,7 per cento delle industrie alimentari e il -11,0 per cento delle industrie del legno e del mobile.

Il fatturato ha ricalcato quanto rilevato per la produzione. Nel quarto trimestre è sceso tendenzialmente del 6,2 per cento, in peggioramento rispetto al trend già negativo dei dodici mesi precedenti (-3,3 per cento). La diminuzione della provincia di Parma è più accentuata rispetto al dato negativo (-5,6 per cento) rilevato a livello regionale.

Come avvenuto per la produzione, anche la flessione delle vendite relativa al quarto trimestre è stata determinata da tutti i settori, con cali pesanti registrati dal comparto del legno e mobile (-10,1 per cento), delle altre industrie manifatturiere (-9,7 per cento) e della moda (-9,3 per cento). Anche le industrie alimentari registrano una flessione di quasi un punto percentuale, che peggiora il trend dei dodici mesi precedenti (-0,1 per cento). Per quanto concerne la dimensione d’impresa è emersa una situazione pesante.

Nella classe da 10 a 49 dipendenti il calo del fatturato è risultato dell'8,1 per cento, mentre le imprese più piccole, fino a 9 dipendenti, han no accusato un decremento del 6,8 per cento, peggiorando il trend negativo dei dodici mesi precedenti (-5,2 per cento). Le imprese da 50 a 499 dipendenti hanno mostrato una flessione tendenziale del 4,4 per cento.

L’andamento delle esportazioni è stato caratterizzato da un decremento in valore dell'1,3 per cento, in contro tendenza rispetto all'aumento dello 0,7 per cento registrato a livello regionale. L'export ha accusato una battuta d'arresto dopo quasi tre anni di trend positivo.

Le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto mostrano un andamento decisamente negativo con un calo tendenziale dell'8,3 per cento, mentre il comparto della moda conferma un trend ampiamente positivo (+5,6 per cento). A calare è anche la domanda che nel quarto trimestre 2012 è apparsa in diminuzione tendenziale del 6,3 per cento e dunque in peggioramento rispetto al trend negativo dei dodici mesi precedenti (-4,5 per cento).

Flessione analoga a livello regionale (-6,2 per cento). Tutti i settori registrano vari azioni tendenziali negative. Da sottolineare il pesante calo (-9,4 per cento) delle industrie dei metalli insieme al decremento del 5,2 per cento delle industrie meccaniche, elettriche e dei mezzi di trasporto. Ancor più intensa è risultata la flessione accusata dalle industrie della fabbricazione e lavorazione minerali non metalliferi (-13,0 per cento) e del legno e mobile (-12,6 per cento).

Un'indicazione negativa è giunta anche dalla diminuzione degli ordini esteri (-1,6 per cento) in contro tendenza rispetto all'andamento ampiamente positivo rilevato nel trimestre precedente (+5,0 per cento) ed anche rispetto al dato positivo evidenziato a livello regionale (+0,9 per cento).

Tra i settori di attività si sono distinti il comparto della moda (+9,6 per cento), le industrie del mobile e legno (+3,2 per cento) e le industrie alimentari (+1,0 per cento). Al contrario, è apparso particolarmente critico l'andamento della domanda estera nel comparto meccanico: - 8,2 per le industrie meccaniche, elettriche e mezzi di trasporto e -1,0 per cento per quelle del trattamento metalli.

Artigianato manifatturiero

Il quarto trimestre del 2012 si è chiuso con un bilancio nuovamente negativo. A livello provinciale, gli ultimi tre mesi dell'anno mostrano segnali negativi anche verso il mercato estero.

La produzione è diminuita del 7,8 per cento rispetto al quarto trimestre del 2011, in misura nettamente superiore al trend negativo dei dodici mesi precedenti (-5,9 per cento). In Emilia - Romagna la diminuzione tendenziale è stata più pesante (-9,3 per cento).

Le vendite hanno ricalcato l’andamento in flessione della produzione, facendo registrare un decremento del 7,6 per cento, mentre a livello regionale la variazione negativa è stata più marcata (-9,2 per cento).

Il quadro recessivo si completa con il più pesante andamento segnato dalla domanda. Gli ordini complessivi hanno accusato un calo tendenziale del 9,3 per cento, con un marcato aggravamento della tendenza rispetto al -4,9 per cento del trimestre precedente. Inoltre il dato risulta sensibilmente peggiore rispetto all'andamento del fatturato e prospetta una evoluzione negativa per il prossimo trimestre. In Emilia - Romagna la flessione tendenziale è stata più intensa, arrivando quasi al dieci per cento.

Le esportazioni hanno registrato una battuta d'arresto, con un calo tendenziale dell'1,1 per cento, dopo gli ultimi due trimestri che avevano evidenziato un andamento positivo. A livello regionale sono apparse positive (+1,2 per cento). I mesi di produzione assicurati dalla consistenza del portafoglio ordini si confermano anche in questo ultimo trimestre dell'anno ampiamente sotto la soglia di due mesi.

Industria delle costruzioni

Nel quarto trimestre del 2012 l’industria provinciale delle costruzioni ha accusato una di minuzione tendenziale del volume d'affari dell'1,7 per cento, meno intensa rispetto al trend negativo dei dodici mesi precedenti (-4,9 per cento).

Un andamento meno pesante è evidenziato dalla regione Emilia - Romagna (0,7 per cento) mentre in Italia il calo tendenziale è stato del 10,7 per cento.

Commercio al dettaglio

Nel quarto trimestre del 2012 peggiora la fase negativa delle vendite del commercio al dettaglio che è in atto dalla primavera del 2008. La crisi si è riacutizzata dall'inizio del 2012.

In provincia, gli incassi sono diminuiti tendenzialmente del 7,0 per cento, in misura più marcata rispetto al trend negativo del 5,1 per cento dei dodici mesi precedenti. In Emilia - Romagna le vendite al dettaglio sono apparse in calo del 7,4 per cento, mentre in Italia sono scese dell'8,4 per cento.

Le previsioni delle imprese parmensi sull'andamento del prossimo trimestre segnalano una riduzione della quota di quelle che si attendono un aumento del fatturato (10,1 per cento) e un aumento di quelle che ne temono una riduzione (47,2 per cento).

E’ il commercio al dettaglio dei prodotti non alimentari a registrare la flessione più pesante (-8,1 per cento), in particolare le vendite di abbigliamento e accessori che si riducono del 9,8 per cento mentre i prodotti per la casa ed elettrodomestici e gli altri prodotti non alimentari calano ciascuno del 7,4 per cento. Il commercio alimentare segna una diminuzione tendenziale pari del 7,2 per cento.

Anche le vendite al dettaglio degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini mostrano una variazione tendenziale negativa (- 1,6 per cento).

Scarica tutto il rapporto qui.

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