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Istruzioni per la compilazione del certificato di origine

pubblicato il 08/09/2016 08:45, ultima modifica 08/09/2016 08:50

Tutti i Paesi della Comunità europea utilizzano lo stesso formulario di certificato di origine definito dal regolamento comunitario n. 2454/93. In Italia il certificato è stampato a cura di Unioncamere ed è distribuito gratuitamente agli utilizzatori dalle Camere di commercio.

Ogni formulario di certificato di origine comprende:

  • un originale (di colore giallo)
  • tre copie (di colore giallo)
  • una richiesta di rilascio (di colore rosa).

Questi documenti devono essere compilati con la macchina da scrivere o con stampanti laser. Nel caso in cui siano scritti a mano è richiesto l'uso di inchiostro indelebile ed il carattere stampatello (si noti però che alcuni Paesi possono rifiutare i certificati non dattiloscritti).

Il certificato e la domanda non devono presentare segni di correzioni e/o abrasioni. Le eventuali modifiche devono essere eseguite in modo da rendere visibile l'indicazione errata aggiungendo, eventualmente, le indicazioni corrette. Ogni modifica deve essere vistata dalla Camera di commercio che rilascia il certificato.

I certificati di origine devono essere redatti in una delle lingue ufficiali della Comunità. Se è utilizzata un'altra lingua è opportuno allegare una traduzione.

Come compilare le caselle del certificato

L'originale (primo foglio giallo)

 

 

1 - Speditore

Indicare nome e indirizzo.

Lo speditore è colui che emette la fattura di vendita della merce all'estero. Nel caso in cui lo speditore non sia direttamente colui che emette la fattura di vendita, nella casella 1 deve essere menzionato il nominativo di colui che provvede alla spedizione e la dicitura "per conto di" seguita dal nominativo di colui che emette la fattura di vendita all'estero.

Attenzione: Delega nelle triangolazioni con partner comunitario

Nel caso delle operazioni triangolari che coinvolgono un partner comunitario sono possibili due distinte modalità operative, a seconda del ruolo che il cliente comunitario ritiene di assumere nella transazione:

A. Se il cliente comunitario fattura al cliente del Paese terzo ed intende comparire nella casella Speditore del certificato emesso in Italia - dove presumibilmente si trovano le merci in spedizione - dovrà produrre all'impresa italiana una delega a spedire per suo conto all'indirizzo del destinatario.

B. Se il cliente comunitario intende essere parte della transazione come primo destinatario delle merci (casella 2 del C.O.) con menzione ulteriore del destinatario finale del Paese terzo, sarà sufficiente che nella fattura tra il fornitore italiano ed il cliente comunitario risulti chiaramente espressa la destinazione delle merci nel Paese terzo con il relativo indirizzo.

In entrambi i casi il principio da salvaguardare è quello che il soggetto comunitario sia al corrente della transazione in atto per poter essere citato nel CO emesso in Italia.

2 - Destinatario Indicare la denominazione sociale e l'indirizzo completo del destinatario. Il paese di destinazione va obbligatoriamente indicato per esteso. E' possibile indicare la menzione "all'ordine", seguita eventualmente dal nome del paese di destinazione finale se conosciuto, o il nome del paese di prima destinazione seguito dalla menzione per ulteriore riesportazione.
3 - Paese d'origine

Indicare il nome completo del paese d'origine della merce

- merci di origine comunitaria: usare la dicitura "Comunità europea" o "European Community" seguita, eventualmente, dal nome del paese membro;

- merci di origine non comunitaria o multipla: indicare il/i nome/i del/i paese/i terzo/i.

Qualora le esigenze commerciali lo richiedano, è possibile indicare più paesi di origine nella casella 3 avendo cura di precisare, nella casella 6 "descrizione della merce", il paese di origine a fianco di ogni singolo articolo menzionato, e - nel caso di origine multipla - separando in maniera evidente le merci di origine comunitaria da quelle di origine extra UE.

4 - Informazioni riguardanti il trasporto (facoltativo) Indicare le modalità di trasporto utilizzate (via terra, via mare, via aerea) ma in alcun/nessun? caso il nome del trasportatore o del transito. La dicitura trasporto misto è raccomandata quando la merce subirà diverse tipologie di trasporto.
5 - Osservazioni Questo spazio può essere usato per indicare informazioni che non potrebbero essere inserite altrove e che potrebbero rivelarsi utili per l'identificazione della spedizione. Non è ammesso l'uso di questo spazio per l'indicazione di menzioni discriminatorie nei confronti di altri paesi.
6 - N. d'ordine: marca, numeri, numero e natura dei colli; designazione della merce

La descrizione della merce può essere fatta in termini tecnici propri al prodotto, tuttavia una descrizione chiara con la denominazione commerciale è ugualmente richiesta. Allo stesso modo in caso di denominazione in lingua straniera è raccomandata una traduzione in italiano.

Se questo spazio non fosse sufficiente alla descrizione di tutte le merci esistono due possibilità:

1) designarle con una denominazione generale seguita dall'indicazione "come da fattura allegata" con il suo riferimento e la data di emissione; allo stesso tempo del visto dei certificati sono presentati due esemplari della fattura. Uno sarà conservato dalla Camera di commercio e l'altra sarà restituita dopo aver apposto lo stesso numero di identificazione del certificato di origine;

2) utilizzare ulteriori moduli del certificato d'origine che saranno considerati come pagine aggiuntive del primo certificato. Per ciascuno di questi stampati supplementari occorre ovviamente fare una domanda di rilascio e richiedere le copie in tanti esemplari quanti ne sono stati stabiliti dal primo "set" di certificato originale.

7 - Quantità

 

Può essere espressa in diverse unità di misura (peso, volume, ecc.) secondo la natura del prodotto esportato. Nel caso venga scelta una unità di peso, bisogna precisare se le quantità indicate corrispondono ad un peso netto o lordo.
8 - La sottoscritta Autorità certifica La compilazione di tale casella è riservata alla Camera di Commercio, in essa verrà apposto il timbro e la firma del funzionario camerale autorizzato.

Le copie (tre fogli gialli)

Sono tre, stampate su carta di colore giallo e sono identiche all'originale. Vanno compilate tutte; salvo indicazioni contrarie, la regola è di fare emettere due copie: la CCIAA ne conserverà una ed una va all'esportatore.

La richiesta di rilascio (foglio rosa)

Parte

frontale

Da 1 a 7: informazioni identiche a quelle dell'originale

8 - Il firmatario: è riprodotta la formula di richiesta del certificato. In questa casella sarà necessario apporre nome e cognome - per esteso - qualifica e firma del legale rappresentante o di un suo procuratore delegato.

9 - Richiedente: da utilizzarsi unicamente se il richiedente non coincide con lo speditore - sarà indicato nome, cognome o ragione sociale del richiedente, che dovrà essere in possesso di una delega.

Retro

Qui è riportata la dichiarazione d'origine delle merci esportate, che deve essere sottoscritta dal rappresentante legale della società o da un suo delegato. Secondo il caso si deve compilare uno dei seguenti paragrafi:

1) se la merce è di origine interamente italiana o comunitaria occorre indicare il nome del fabbricante ed il luogo di fabbricazione. Occorre indicare la località dove si trova lo stabilimento nel quale la merce è stata effettivamente prodotta e non l'indirizzo della sede sociale e l'ufficio amministrativo del fabbricante.

Nel caso in cui la merce sia stata acquistata da un commerciante e non direttamente dal fabbricante, il richiedente dovrà provvedere - a sua tutela - a farsi rilasciare dal venditore una dichiarazione attestante il paese di origine della merce o altra documentazione giustificativa dell'origine che dovrà conservare per eventuali accertamenti.

La Camera di commercio deve comunque essere informata sull'effettivo produttore della merce ed il relativo indirizzo.

2) se la merce non è interamente di origine comunitaria, ma ha subito una trasformazione sufficiente a conferirle l'origine comunitaria, dovrà essere indicato il nome e l'indirizzo dell'impresa che ha eseguito l'ultima trasformazione sostanziale. Anche in questo caso occorre indicare la località dove effettivamente è stata eseguita la trasformazione e non l'indirizzo della sede sociale o l'ufficio amministrativo dell'impresa.

3) se la merce non è di origine comunitaria, ma di un paese terzo, occorrerà allegare alla domanda i documenti che giustificano l'origine della merce. I documenti considerati idonei a comprovare l'origine delle merci sono:

- certificati di origine emessi da altri organismi abilitati al rilascio;

- le certificazioni di qualità e sanitarie rilasciate da Enti pubblici abilitati, se in essi vi è chiaramente indicato il paese d'origine;

- le dichiarazioni presentate presso una dogana italiana o comunitaria per l'accesso ad un regime doganale in territorio comunitario (importazione definitiva, temporanea, deposito doganale), dalla quale risulti espressamente indicata l'origine;

- le polizze di carico indicanti anch'esse specificatamente l'origine.

Non sono ammesse fotocopie dei documenti giustificativi dell'origine. In via del tutto eccezionale può essere accettata la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, ai sensi dell'art. 47 del DPR 445/2000, a firma del legale rappresentante, che attesti e giustifichi i motivi della mancata presentazione del documento originale o ne consenta la visione eventuale da parte del funzionario camerale nel luogo ove l'atto risulta depositato.

 

Responsabilità dell'esportatore

Le indicazioni contenute nel CO sono fornite sotto completa responsabilità dell'esportatore. Tutte le dichiarazioni erronee sull'origine sono considerate come un'infrazione nei confronti dell'amministrazione doganale.

Ogni richiedente che farà una falsa dichiarazione in vista dell'ottenimento di un certificato di origine, o che falsificasse un certificato, o che utilizzasse un certificato falso, si vedrà rifiutare dalla Camera di commercio emittente, il rilascio del certificato richiesto, senza tener conto delle sanzioni giudiziarie cui potrebbe essere passibile nello Stato membro in cui i fatti fossero accertati, in applicazione della legislazione in vigore localmente.

Rilascio e autentica

I certificati d'origine sono firmati da un dipendente autorizzato dalla Camera di Commercio. I soggetti abilitati alla firma del certificato di origine sono responsabili limitatamente al controllo dei soli documenti probatori presentati dal richiedente e alla verifica della rispondenza del firmatario con il rappresentante legale o un suo procuratore delegato.

 

Allegati
Modello word per la compilazione e la stampa >>>
Esempio di CO compilato (giallo) >>>
Esempio di richiesta di rilascio CO fronte (rosa) >>>
Esempio di richiesta di rilascio CO retro (rosa) >>>
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