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Parma: il territorio e l'economia

pubblicato il 31/10/2009 20:10, ultima modifica 15/06/2015 08:37

parma centroParma mantiene ancora oggi il tono di una piccola capitale quale è stata per secoli: il suo passato di città ducale si coglie non solo nell'aspetto urbano, ma soprattutto nella naturale scioltezza ed eleganza dello stile di vita cittadino.

Mostre e musei apprezzati anche oltre frontiera, un teatro e una produzione operistica di alto livello, un centro universitario di caratura internazionale fanno di Parma un territorio con una forte capacità di attrazione.

Cerniera tra l'area padana e il Mar Tirreno, tra Lombardia ed Emilia, la provincia di Parma si rivela laboriosa e dinamica, orgogliosa di essere meritatamente definita "Food Valley", valle del cibo.

Agricoltura, industria, artigianato, commercio, turismo, termalismo e servizi caratterizzano il territorio. Il brillante sviluppo economico che ha contraddistinto la provincia negli ultimi dieci anni trova le sue condizioni in un contesto produttivo vivace, caratterizzato da un fitto tessuto di piccole imprese e da un notevole impiego di tecnologie avanzate, nonché dalla forte tradizione del settore alimentare. Qui da sempre si lavora alacremente puntando sull'alta qualità e si è gratificati dai mercati di tutto il mondo che dimostrano di apprezzare prosciutto, parmigiano, pasta, latte e pomodoro, nonché le tecnologie impiantistiche che ne assicurano la qualità.

Economia

Cultura


 

 

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"A Parma si è golosi come in tutta l'Emilia, ma ci si vanta d'essere più raffinati, di svolgere, direi, gli stessi temi con maggior capriccio. Si entra qui nella terra dell'Italia dove il cibarsi è un aspetto della cultura, e quasi dell'erudizione.." (Guido Piovene, Viaggio in Italia, 1975).

"Una “Piccola Parigi” (e non diemi per favore che è un luogo comune). Vai la sera in piazza Garibaldi, bella, squadrata, molto ducale, sovrastata da un grande orologio solare che campeggia al centro della facciata del palazzo del Governatore, e davanti allo sciamare così elegante e profumato delle fanciulle in fiore ma l’età, ad essere sinceri, non conta molto) resti a bocca aperta. "(Ermanno Rea, Il Po si racconta, 1996).

“Il nome di Parma, una delle città dove più desideravo andare dopo che avevo letto La chartreuse, m’appariva compatto, liscio, dolce e color malva; se mi parlavano d’una qualsiasi casa di Parma dove sarei stato accolto, mi davani il godimento di pensare che avrei abitato una dimora liscia, compatta, dolce e color malva, senz’alcun rapporto con le dimore d’ogni altra città d’Italia, perché la immaginavo soltanto in virtù di quella sillaba pesante del nome di Parma, dove non circola brezza alcuna, e di tutto quel che le avevo fatto assorbire di dolcezza stendhaliana e del riflesso delle violette” (Marcel Proust, La strada di Swann, traduzione di Natalia Ginzburg)


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