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23/12/2016

La Camera di commercio pubblicherà mensilmente nuove newsletter tematiche dedicate all'informazione economica, al commercio internazionale e alle novità del Registro Imprese. Il numero che state leggendo inaugura la newsletter sull'informazione economica. Ci auguriamo che gli argomenti riscuotano il vostro interesse

 

 

Rapporto Excelsior 2016: previsioni occupazionali e fabbisogni professionali delle imprese di Parma

Il Rapporto annuale Excelsior, realizzato da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro, contiene i principali risultati dell’indagine sui fabbisogni occupazionali in ambito nazionale, regionale e provinciale. Si basa su circa 100.000 interviste che vengono fatte alle imprese del settore privato per rilevare in modo analitico il fabbisogno per l’anno in corso.

L'Ufficio Studi della Camera di commercio di Parma ha elaborato i dati per la nostra provincia. In sintesi: il saldo occupazionale, dopo quattro anni di segno negativo, torna positivo. Le assunzioni programmate sono 7.420, in sensibile aumento rispetto alle 6.510 previste lo scorso anno. Aumenta la richiesta di lavoratori non stagionali: saranno 5.820, cioè 700 in più rispetto all'anno scorso. Aumenta anche la domanda di lavoratori stagionali: da 1.390 a 1.600. Il tasso di entrata supera quello delle uscite. Complessivamente verranno assunte 110 persone ogni 100 in uscita. Il 21,0% delle imprese prevede di assumere personale (era il 18,8% nel 2015). Assumeranno di più le imprese da 15 a 49 dipendenti.

Cresce lievemente la domanda di diplomati (dal 37,0% al 37,8%) e più sensibilmente quella delle qualifiche professionali (dal 16,9% al 20,1%), mentre cala quella dei laureati (dal 16,1% al 13,8%). Risulta in crescita (+630 unità) la domanda di personale munito di qualifica di formazione professionale o diploma professionale: saranno 1.490 unità, di cui i più ricercati sono nel settore benessere (350) agroalimentare (340), ristorazione (270), industria meccanica (240). Cala la domanda di dirigenti e professioni specialistiche ma anche di operai specializzati; stabile quella di impiegati e professioni tecniche, commerciali e servizi; cresce infine quella di conduttori di impianti e addetti a macchinari.

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Congiuntura dell'industria, commercio e artigianato parmensi: segnali positivi nel secondo trimestre dell'anno

Nel secondo trimestre del 2016 si registrano complessivamente segnali positivi: l'aumento tendenziale del fatturato è del +2,3 per cento, a conferma della continua, seppur lenta, crescita dell’anno 2015. L’Emilia Romagna, complessivamente, ha aumentato il fatturato del +2,0 per cento. In particolare, hanno incrementato il fatturato del +5,6 per cento le industrie di lavorazione dei minerali non metalliferi e ceramiche, del +3,8 le industrie alimentari e delle bevande, del +3,4 le industrie della metallurgia e prodotti in metallo. Anche la produzione dell’industria in senso stretto ha registrato un aumento tendenziale del +2,0 per cento, in linea col dato regionale (+2,1 per cento).

Per quanto riguarda l'artigianato, nel primo trimestre 2016 le vendite sono diminuite del -0,5 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La produzione è lievemente calata, mentre gli ordinativi sono rimasti pressoché stabili. Nel settore delle costruzioni, l’andamento congiunturale tendenziale del volume d'affari è tornato a salire, con un aumento delle vendite dello 0,7 per cento.  In Emilia-Romagna il dato è ancora più positivo (+1,2%).

Nel commercio, le vendite al dettaglio hanno evidenziato un calo tendenziale dello 0,8 per cento rispetto all’analogo periodo del 2015.

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Export parmense in crescita nei primi 6 mesi del 2016

Nel primo semestre del 2016, secondo i dati Istat, il valore delle esportazioni parmensi è aumentato dell'1,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Considerando i settori che contribuiscono maggiormente alle esportazioni provinciali, si rilevano aumenti significativi nei "prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature" (+ 32,2 per cento), negli "articoli in gomma e materie plastiche" (+7,5 per cento), nei "prodotti chimici" (+6,7 per cento) e nei "prodotti alimentari" (+3,8 per cento). E’ ancora in sofferenza il settore degli "altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi" (-5,5 per cento) e registra un lieve calo l’export degli altri due settori importanti per l’economia locale, dopo l’alimentare, e cioè quello dei "prodotti farmaceutici" (-0,7 per cento), e dei "macchinari ed apparecchiature" (-0,3 per cento).

C'è una generale flessione delle esportazioni in alcuni ambiti geografici, in particolare nei Paesi africani e, a seguire, in Oceania ed Asia. L’export verso l’America, ed in particolare verso l’America settentrionale, da un -8,93 per cento del primo trimestre è invece risalito fino ad un +1,40 per cento. Ancora in aumento le esportazioni verso l’Europa (+5,08 per cento).

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Sistema imprenditoriale parmense: natalità e mortalità delle imprese nel secondo trimestre dell'anno

Nel secondo trimestre 2016 sono nate 631 imprese a fronte di 412 imprese cessate. Il flusso iscrizioni/cessazioni ha quindi originato un saldo positivo di 219 unità, determinando un tasso di crescita imprenditoriale pari allo 0,5%, leggermente inferiore rispetto a quello del secondo trimestre 2015 (+0,6%). L’incremento congiunturale delle imprese registrate si è assestato intorno al mezzo punto percentuale anche a livello regionale (+0,5%) e nazionale (+0,6%).

Al 30.6.2016 le imprese registrate presso la Camera di Commercio di Parma risultano essere 46.194, di cui 41.304 attive. Rispetto al 31.3.2016 la consistenza delle imprese registrate è aumentata di 153 unità.

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L'economia regionale cresce ancora

Nel 2016 procede la ripresa dell'economia regionale con un passo più sostenuto rispetto alla crescita dell'Italia. E’ quanto emerso dalla presentazione dei dati del Rapporto sull’economia regionale 2016 realizzato da Unioncamere e Regione Emilia-Romagna.

In un contesto di rallentamento della crescita dell'economia mondiale nell'anno in corso, che dovrebbe leggermente riprendersi nel 2017, nei primi nove mesi dell'anno la produzione dell’industria manifatturiera aumenta dell'1,5 per cento. Il volume d'affari dell’edilizia rallenta e cresce solo dello 0,4 per cento. Nell’ambito dei servizi, nonostante un'iniziale ripresa dei consumi le vendite del commercio al dettaglio flettono dello 0,3 per cento. Ancora positiva, ma in frenata, la tendenza sui mercati esteri. Le esportazioni sono aumentate nei primi nove mesi dell'1,5 per cento.

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Le relazioni commerciali con gli Stati Uniti dell'Italia e dell'Emilia-Romagna: studio di Unioncamere regionale

Nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni totali dell’Italia verso gli Stati Uniti hanno superato i 18 miliardi di euro, l’8,8 per cento dell’intero export nazionale, terzo partner commerciale preceduto da Germania e Francia. Numeri importanti, che diventano di assoluta rilevanza per alcune regioni e province.

FOCUS EMILIA-ROMAGNA. Gli Stati Uniti sono il mercato più importante fuori dall’Unione europea per i prodotti emiliano-romagnoli. Sono 4.811 le imprese dell’Emilia-Romagna che nel 2015 hanno esportato verso gli Stati Uniti, un numero in crescita dell’1,4 per cento rispetto al 2014. In misura molto superiore è aumentato il valore delle esportazioni emiliano-romagnole dirette verso gli Usa, oltre 6 miliardi di euro nel 2015 con un incremento che ha sfiorato il 20 per cento rispetto all’anno precedente.

Il mercato statunitense risulta di facile accesso anche per le imprese più piccole, il 38 per cento delle società regionali esportatrici verso gli USA ha meno di 10 addetti, anche se l’86 per cento del volume export è fatto dalle imprese con almeno 50 addetti. Questo dato indica l’elevata concentrazione dell’export regionale, 3 miliardi sono realizzati da sole 25 imprese, i restanti 3 miliardi da 4.786 aziende.
Sono 221 le imprese emiliano-romagnole della filiera automotive che esportano negli Stati Uniti, realizzando sul mercato americano quasi il 30 per cento dell’export complessivo del comparto.
Tra le province, Modena è quella che nel primo semestre ha esportato di più (829 milioni), Ferrara quella con una maggior dipendenza dal mercato americano.

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